Il fascismo è un tarlo mentale (l’antifascismo un dovere morale)

di Andrea Santi

Quando ero piccolo mia madre era solita cantarmi “Bella ciao” e “Bandiera rossa” quando mi metteva a letto. Era una sorta di rito, di cerimonia-ninna nanna che mi conciliava il sonno.  Ovviamente non avevo idea del significato di quelle canzoni, tramandate a lei da mio nonno (poeta e convinto antifascista) ma ero felice lo stesso, e mi facevano stare bene.
Crescendo nell’era di internet, come molti, sono stato testimone di una sempre più crescente disinformazione; vuoi a causa di un sovraccarico informativo, vuoi per colpa della pigrizia delle persone che porta a non badare bene alle fonti e formarsi opinioni su notizie tendenziose o addirittura false: fatto sta che l’era in cui viviamo è una “vetrina del superficiale”.
E chi è senza peccato scagli la prima pietra.
Essere antifascista oggi per molti è sinonimo “zecca comunista”, un’espressione in cui mi sono imbattuto per la prima volta proprio nell’agorà virtuale.
Questo termine non solo è brutto, è anche errato. Non per forza essere antifascista comporta un’adesione l’ideologia comunista. Essere antifascista è un dovere morale di tutti.
“Eh ma basta! queste ideologie sono superate! basta con fascismo e comunismo, siamo nel 2017!”
Altro errore. Nell’immaginario collettivo fascismo e comunismo sono come destra e sinistra: due parti politiche che fanno opposizione tra di loro. Non sta a me (soprattutto spero non serva) fare la lezioncina su quanto sia sbagliato contrapporre questi due termini come due facce della stessa medaglia, sebbene con intagli diversi. Voglio solo riflettere e portare la mia esperienza diretta su quello che sento dire spesso dai miei coetanei.
Il fascismo, a mio avviso, ad oggi non è solo una ideologia violenta, assurda e istituzionalmente fortunatamente “superata”: è un tarlo mentale.
Il tarlo scava in profondità e danneggia qualsivoglia pensiero critico/razionale, facendo parlare la povera vittima per slogan volgari e violenti, xenofobi e confusi, azzerando la persona e trasformandola in particella d’odio che andrà a comporre il corpo squadrista che opera sempre più, indirettamente o meno, alla luce del sole.
Sentite questa frase di un bellissimo pezzo dei 99 Posse: “Perché quando il compagno Marx si portava ancora non male, il nemico del popolo era il padrone ed il capitale. Ma adesso che non va più e lo stato sociale è finito, il nemico del popolo è il più povero, e cosi all’infinito” (Comunwist).
Insomma, il problema come sempre è l’ignoranza. E nell’era tecnologica, quando abbiamo a disposizione un’intera realtà sopra la realtà quale è internet, dove trovi potenzialmente tutto, mi sento quasi di dire che l’ignoranza non è più imputabile esclusivamente alla classe sociale di provenienza, ma anche al soggetto in quanto tale, che ha comunque accesso alla cultura e alle informazioni. Un corpo critico si forma se ha pezzi funzionanti e funzionali a una determinata causa. Se vogliamo esserne parte e usare la ragione dobbiamo, in primis, inquadrare la causa e pescarla in un mare di informazioni in continuo movimento.
Essere antifascista è un dovere morale di tutti. Per questo mi appello alle persone mie coetanee, poco più che ventenni, per far sì che non si fermino ad un “sapere” superficiale, e scavino a fondo nelle questioni.
La disinformazione è il nuovo oppio dei popoli.

 

Andrea Santi (nome d’arte 2Mind) scrive e canta pezzi rap, racconti e poesie.

One thought on “Il fascismo è un tarlo mentale (l’antifascismo un dovere morale)”

  1. Andrea che piacevole scoperta! Molto interessante il tuo articolo: ti da spunti di riflessione. Grazie Bruna Sassaroli

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